Bitcoin è realmente DECENTRALIZZATO?

Partiamo dal presupposto che il seguente articolo non vuole essere una dichiarazione di verità assoluta, ma più che altro una fonte di discussione e confronto per avvicinarci il più possibile a capire la decentralizzazione e quanto l’asset digitale più vecchio e famoso di tutti rispecchi queste caratteristiche. Di fatti può darsi che andrò a scrivere un botto di cazzate, sarei contento di essere argomentatamente smentito.

Altra piccola premessa: non sono un fan di Bitcoin. Gli riconosco l’assoluto valore di essere stato il primo a creare una tecnologia sulla carta potenzialmente disruptive, il protocollo è quasi perfetto, e l’idea di incentivare economicamente le persone per mantenere il sistema pulito e onesto è semplicemente geniale. Tuttavia, credo che ci siano diverse falle nel sistema, tra cui la mancanza di decentralizzazione e i limiti della scalabilità.

Scalabilità

I limiti della scalabilità rendono Bitcoin (BTC) impossibilitato nell’uso di microtransazioni. E’ impossibile utilizzare BTC per le spese di tutti i giorni e questo è un gran limite alla tanto agognata mass adoption. Negli oltre 10 anni di vita di Bitcoin, che come modalità di consenso utilizza la Proof Of Work, non si è riuscito a superare il limite delle 7 transazioni per secondo. Ci sono state varie implementazioni al protocollo originale di Bitcoin per cercare di risolvere questo problema, portando a fork della blockchain. Due le principali: l’hard fork di Bitcoin Cash e il soft fork di SegWit. La differenza tra hard fork e soft fork è sostanzialmente semplice. Quando avviene un soft fork, che per avvenire ha bisogno della maggioranza dei consensi sul network, i nodi accettano i cambiamenti al protocollo e consentono la coesistenza del protocollo precedente con quello nuovo. E’ quello che sta accadendo con SegWit, che al momento della stesura dell’articolo, ha circa il 35% del totale delle transazioni avvenute sulla blockchain di Bitcoin. SegWit in breve segrega la parte della firma di un blocco dall’imput ad una parte finale molto meno pesante, rendendo possibile l’inserimento di più transazioni in un singolo blocco. Un blocco sulla blockchain di Bitcoin viene minato ogni 10 minuti. Prima di SegWit un blocco poteva contenere massimo 2000 transazioni, il che significa circa 3,33 t/ps (2000 ts per blocco/600 secondi per minare il blocco). Con SegWit si è passato ad un massimo di 3000 transazioni per blocco. SegWit ha proposto l’aumento del peso del singolo blocco da 1 MB a 8 MB, ma questa richiesta fu rifiutata, soprattutto dagli sviluppatori di Bitcoin Core. Con SegWit2x, l’attuale upgrade convalidato, si potrà arrivare tramite l’adozione a 4 MB per blocco, attualmente siamo a circa 2 MB di peso per blocco.

L’hard fork di Bitcoin Cash invece avvenne per uno spacco all’interno della community di Bitcoin. Da una parte c’erano gli sviluppatori diciamo conservatori che volevano preservare il codice di Satoshi Nakamoto e non aumentare la blocksize dei blocchi, dall’altra c’erano sviluppatori che avevano l’idea che Bitcoin dovesse essere la (cripto)valuta mondiale e quindi poter essere utilizzata per i micropagamenti, e la loro soluzione era l’incremento della blocksize. Ad oggi Bcash ha una block size di 32 MB, quadruplicata dall’originale blocksize di 8 MB. In Bitcoin Cash è avvenuto un altro hard fork che ha preso il nome di Bitcoin SV (Satoshi’s Vision) guidata da Craig Wright.
Un hard fork avviene quando ci sono contrapposizioni negli sviluppatori di una determinata blockchain e quindi decidono di splittare la blockchain in due parti. Di solito nella parte splittata i possessori della criptovaluta della chain originale ricevono lo stesso numero di monete della nuova chain.

Lightning Network

Il Lightning Network è un’idea datata 2015, ma resa possibile solo in seguito grazie al SegWit. In pratica il LN è un network costruito sulla blockchain che opera con Bitcoin ma non interferisce alla chain principale fino a che i partecipanti non smettano di fare le loro micro-transazioni e diciamo vogliano ufficializzarle sulla blockchain. Una sorta di sidechain con regole diverse dalla blockchain principale per effettuare micropagamenti (si può anche trasferire 1 solo satoshi) tramite una rete peer2peer che ha il vantaggio enorme di preservare la privacy dei partecipanti, ridurre le fees e aumentare il numero di transazioni per secondo. La LN è ancora in fase di beta e come tale ancora deve raggiungere un’usabilità semplice per poter permettere all’ “average Joe” di poter sfruttarla, ed inoltre obbliga ad entrambe le persone involucrate nella transazione di stare online quando una persona manda fondi all’altra.

Come funziona Lightning Network?

Diciamo che io ed un amico mio vogliamo fare alcune piccole scommesse sui risultati della coppa del mondo. Se paghiamo ciascuna di queste piccole scommesse sul blockchain di livello uno di Bitcoin, finiremo per pagare molto più di quanto previsto, a causa delle commissioni addebitate per ogni transazione. D’altra parte, se non paghiamo abbastanza fees, potremmo trovarci ad aspettare ore affinché i soldi cambino di mani. Quindi io e il mio amico vogliamo condurre una serie di scommesse con un valore totale di un Bitcoin. Apriamo un canale di pagamento “off chain” tra noi e ognuno di noi deposita 0,5 Bitcoin come deposito di sicurezza. Tecnicamente, ciò che accade è che entrambi inviamo una quantità di 0,5 BTC sullo strato di una blockchain a un indirizzo bitcoin a firma multipla. Ciò consente ai minatori di Bitcoin di elaborare e confermare la transazione di livello uno. Questo deposito è l’unico pagamento che in realtà “raggiunge” la blockchain di livello uno. Da ora in poi, i pagamenti più piccoli verranno regolati tra me e il mio amico sul canale di pagamento della LN. Tieni presente che se in qualsiasi momento uno di noi desidera uscire dalla transazione, possiamo semplicemente prendere il nostro deposito e uscire senza consultare l’altra persona. Tuttavia, tale prelievo unilaterale costringerà il lato in uscita ad attendere conferme di 1.000 blocchi (~ 1 settimana) per recuperare i Bitcoin depositati. Il party “lasciato indietro” riceverà immediatamente i Bitcoin. Ora, supponiamo che perdo una scommessa e che debba pagare il mio amico 0.1 Bitcoin. Entrambi firmeremo una transazione nel nostro libro mastro “off chain” (un po’ come un piccolo portafoglio) affermando che ora ho 0,4 Bitcoin e ha 0,6 Bitcoin. Se in qualsiasi momento il mio amico vuole uscire con le vincite, può semplicemente mostrare il nostro libro mastro firmato alla rete e i depositi verranno restituiti in base ai nuovi saldi. Questa transazione di chiusura avviene sulla rete di livello uno. Esempio tratto da 99bitcoins.com.

In breve, ci sono due transazioni che avvengono sulla blockchain principale di Bitcoin. Quella del deposito e quella del prelievo. Una volta depositato potremo transare i nostri BTC o Satoshis con le altre persone all’interno della rete LN. Spiegazione molto basilare, ma non posso fornirvi di meglio, essendo che stesso io ancora devo provare la Lightning Network. Vi lascio comunque vari link per approfondire, sia in italiano che in inglese:

(EN) https://99bitcoins.com/bitcoin/lightning-network/
(IT) https://www.binance.vision/it/blockchain/what-is-lightning-network
(EN) https://en.wikipedia.org/wiki/Lightning_Network
(EN) https://medium.com/suredbits/lightning-101-what-is-the-lightningnetwork-de3e026f3c14?
(IT)https://www.youtube.com/watch?v=wMPJ6NqbOOU

Ora passiamo alla vera e propria questione del post.

Decentralizzazione

Definizione di decentralizzazione secondo Nasdaq.com:

In senso generale, il decentramento significa che nessuna singola entità ha il controllo esclusivo su dati o processi. Ciò spaventa a morte la Cina e la Banca centrale europea ed è per questo che sono ansiosi di schiaffeggiare le restrizioni sulla DLT.

Per definizione, le blockchain forniscono un livello base di decentralizzazione perché le transazioni sono registrate da tutti gli utenti sulla rete blockchain. Qualsiasi modifica al registro delle transazioni deve essere confermata dalla stragrande maggioranza degli utenti blockchain per essere riconosciuta legittima.

Se un singolo utente o un piccolo gruppo di utenti provasse a manipolare i dati della blockchain in un modo in cui la maggior parte della rete non era d’accordo, i loro sforzi sarebbero vanificati dal resto della rete. Questa è una delle caratteristiche che rendono la tecnologia blockchain così potente.

È anche una caratteristica che distingue le blockchain in modo cruciale dai database tradizionali, in cui tutti i record sono archiviati in una posizione centrale. Tale posizione è generalmente controllata da una singola parte, che ha il potere di modificare i record senza consultare nessun altro. Per motivi di privacy, questa singola parte deve essere ciecamente attendibile da tutti per proteggere le informazioni private che memorizza e non utilizzarle per ottenere senza consenso. I database possono e sono stati l’unico punto di errore in base al quale gli attori malintenzionati attaccano, compromettono, rubano e traggono profitto dalle informazioni private in essi contenute.

Bitcoin è realmente decentralizzato?

Essendo la decentralizzazione uno dei punti chiave nella quale si focalizza non solo Bitcoin ma la maggior parte dei progetti esistenti su blockchain, la questione che mi sorge e dovrebbe sorgere a tutti è quanto reale siano queste affermazioni.

Bitcoin per me ha un buon livello di decentralizzazione sotto determinati aspetti, ed uno scarso sotto altri. Andiamo ad analizzare i punti a favore:

  • Il core dev team di bitcoin è decentralizzato
  • Nessuno sa chi è Satoshi Nakamoto, quindi non può essere perseguitato, manipolato o costretto ad effettuare modifiche
  • Chiunque può avere il proprio nodo

In cosa Bitcoin è invece centralizzato?

1- La distribuzione delle monete.

Fonte:
https://bitinfocharts.com/top-100-richest-bitcoin-addresses.html

Dall’immagine di sopra si evince che 153,561 indirizzi wallet su Bitcoin possiedono l’86.64% del totale di Bitcoin in circolazione. 153,536 su 26.774.523‬. Lo 0,57% degli indirizzi possiede quasi il 90% dei Bitcoin esistenti in giro.

Questo dato dovrebbe allarmare per il semplice fatto che molte persone investono in Bitcoin sperando che il controvalore in dollari salga col tempo. Il problema di avere lo 0,5% possedendo la quasi totalità di Bitcoin in circolazione fa sì che ogni qualvolta uno di questi big player, o whales che dir si voglia fa cashout, il controvalore in fiat crolla. Anche se la maggior parte di queste whales sono persone totalmente credenti in Bitcoin o che hanno business costruiti su di esso, il rischio che quando una di queste passa da BTC a fiat, il prezzo crolli è alto. Uno studio di Bloomberg, un famoso portale di altissima reputazione in ambito tech e finanza, ha dimostrato che il marketcap delle criptovalute è sfasato di circa 50 volte. Ciò vuol dire che se per esempio, Binance, decide di cashouttare 1 miliardo di dollaro in BTC il marketcap totale del BTC scenderebbe di 50 miliardi, spostando il prezzo del BTC di circa il 30%, il che porterebbe ad una panic selling totale.

E ci sono tanti indirizzi i quali movimenti possono spostare il prezzo di tantissimo per guadagno personale. Infatti i siti che offrono margin trading su criptovalute aumentano di giorno in giorno. Il tutto ci porta ad un mercato infinitamente manipolabile, con un serio rischio di perdite ingenti nel breve e medio periodo. Tenetelo a mente quando sui social o amici vi invitano a investire “ciecamente” su Bitcoin.

Il fatto che nessuno controlla il Bitcoin è vero nella parte tecnica. Infatti nessuno può modificare il protocollo a proprio piacimento. Il fatto che nessuno controlla il prezzo di Bitcoin in termini di denaro è totalmente falso. fuorviante e pericoloso.

2- L’estrazione di nuovi Bitcoin

Il processo di mining o in italiano estrazione di nuovi Bitcoin è un processo che prevede un premio in Bitcoin per quei nodi che risolvono puzzle crittografici atti alla convalida dei blocchi sulla blockchain. Il mining su Bitcoin è altamente centralizzato. Chi non lo vede, od omette di dirlo, o non affronta il problema, è semplicemente abbagliato e/o ha vantaggi ad ometterlo.

Breve storia:

Cos’è il pool di mining? Per spiegare il concetto, lascia che ti racconti prima una storia. Molto tempo fa, un giovane re ha chiesto la mano a una principessa bella e intelligente che viveva in un paese vicino. Il re adorava la matematica, quindi la principessa gli chiese di trovare il vero divisore di un numero di 17 cifre. Se il re riesciva a trovare il giusto divisore entro un giorno, la principessa lo sposava.

Il re tornò immediatamente nel suo paese e chiese consiglio al miglior matematico. Il grande matematico pensava che ci fossero 17 cifre in questo numero e che il divisore proprio più piccolo non superasse le nove cifre. Ha proposto una soluzione: ha dato a ogni cittadino un numero e ha chiesto loro di calcolare. Chiunque abbia terminato il calcolo avrebbe dovuto riferire immediatamente e ricevere la ricompensa di conseguenza. Quindi invece di una persona che calcola il numero, centinaia e migliaia di cittadini stanno aiutando il re allo stesso tempo. Alla fine, il re ha risolto il problema dispendioso in termini di tempo in 24 ore utilizzando il potere della massa e ha sposato felicemente la principessa.

Anche una pool di mining sfrutta la massa. I piccoli minatori della pool sono simili ai cittadini nel paese dei re; forniscono risorse di calcolo alla rete. Un piccolo minatore è solo un’unità informatica. Non è lo stesso minatore nella rete bitcoin. La responsabilità principale del pool di mining è quella di assegnare piccoli minatori per condurre i calcoli in modo ordinato.

Il pool assegna un intervallo di calcolo a ciascun piccolo minatore. Ad esempio, Minatore A calcola 1–10, quindi Minatore B calcola 11–20 e così via. Alcuni minatori possono calcolare più numeri degli altri perché la sua piattaforma di mining è più potente e calcola più velocemente.

La struttura garantisce che il pool di mining vinca i premi, indipendentemente dal piccolo minatore che trova la risposta corretta. Quindi la pool di mining distribuisce la ricompensa a tutti i suoi minatori in base al calcolo effettivo che hanno condotto. Più sono i numeri calcolati da un piccolo minatore, maggiore è il guadagno e viceversa.

Pertanto, i nodi coinvolti nel calcolo non sono veri minatori. Il pool di mining è il vero minatore nella rete Bitcoin, perché il premio finale per la generazione del blocco appartiene alla pool di mining. La pool di mining ottiene anche vantaggi per il suo lavoro dopo aver distribuito i premi ai piccoli minatori. Il pool di mining e tutti i piccoli minatori hanno concordato in anticipo un rapporto del pareggio e il pool di mining estrae una percentuale delle entrate dalla ricompensa del blocco. Possiamo concludere che il pool di mining è sia un’organizzazione centralizzata che un’organizzazione commerciale.

Inoltre, per migliorare la possibilità di estrazione con successo attraverso il metodo di calcolo parallelo del pool di estrazione, i piccoli minatori stanno anche cercando di migliorare la potenza di calcolo di una macchina autonoma. Si sono passati dal mining iniziale della CPU al mining GPU e quindi al mining rig di mining professionale ASIC (Bitmain è il più grande produttore di rig di mining professionale ASIC). Di tanto in tanto si verificava un aggiornamento professionale dell’impianto di perforazione mineraria e le prestazioni di ogni impianto di estrazione di nuova generazione miglioravano notevolmente. Le prestazioni della nuova piattaforma di estrazione sono spesso dieci volte superiori a quelle della vecchia generazione. Poiché il rapporto di potenza era troppo piccolo, CPU, GPU e piattaforme di mining vecchio stile erano difficili da vincere in una tale battaglia di aggiornamento della macchina.

Di conseguenza, chiunque possiede le macchine più avanzate può ottenere i maggiori vantaggi. Le macchine avanzate sono spesso nelle mani di produttori di impianti di mining professionali come Bitmain che in seguito hanno creato pool di mining e Cloud Mining.

Che cos’è il cloud mining? Il Cloud Mining è l’organizzazione che ospita le piattaforme di mining. I piccoli minatori ottengono direttamente i premi di mining senza gestire la piattaforma di mining quando impiegano il cloud mining. I piccoli minatori devono solo pagare le spese di gestione del cloud mining.

Come ho detto prima, la pool di mining è l’ultimo minatore nella rete Bitcoin e i piccoli minatori sono solo risorse di calcolo. La rapida iterazione della macchina aggiornata ha portato i produttori professionali di impianti di estrazione mineraria ad entrare nel pool minerario. La capacità di calcolo differenzia i grandi pool di mining da quelli piccoli e il divario tra loro si sta allargando. La rete Bitcoin genera solo un numero limite di blocchi in un giorno, il che significa che ci sono un numero limite di premi ogni giorno, e piccoli pool di mining ottengono solo una serie di questi premi. Quando i piccoli minatori hanno scoperto che i soldi che ottengono nel piccolo pool minerario erano molto meno che nel grande pool minerario, sarebbero migrati a quelli più grandi. Un circolo vizioso si formò gradualmente. Di conseguenza, i piccoli pool di estrazione scompariranno e lasceranno solo grandi pool, che formano quindi un’industria mineraria oligarchica.

Questo è ciò che è accaduto. Con l’apparizione degli ASIC praticamente è diventato impossibile per la persona media minare ed il tutto è passato nelle mani di grandi pool. Il primo monopolio ce l’ha Bitmain che fornisce gli ASIC. Poi ci sono tre pool che detengono più del 51% di hashing power.

Fonte:
https://www.blockchain.com/it/pools

Ad oggi oltre l’80% dell’hashing power è in mano a pool cinesi, il che è un rischio enorme per la sicurezza. Se anche non avessero mai intenzioni di comportarsi male sulla rete di Bitcoin, la sicurezza di queste pool potrebbe essere compromessa da phishing o hacking in generale, il che potrebbe portare a un double spending attack. O anche il fatto che siano localizzate in Cina potrebbe permettere alla dittatura cinese di voler lanciare un double spending attack per dare un colpo basso al Bitcoin, che poi ovviamente potrebbe riprendersi tramite forks o altre misure di sicurezza ma comunque sarebbe un colpo basso che farebbe crollare il prezzo.

Spero l’articolo sia chiaro e spero ci siano spunti di riflessione per poterne parlare apertamente e positivamente con tutta la community. Probabilmente ho scritto cose non completamente esatte, in tal caso vi invito a farmele notare nei commenti. Un saluto.

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